Ultimi adeguamenti antiriciclaggio e l’impatto sugli Intermediari

La Banca d’Italia, con il Provvedimento del 24 marzo 2020, ha emanato le nuove “Disposizioni per la conservazione e la messa a disposizione dei documenti, dei dati e delle informazioni per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”.

Ai sensi dell’art. 11, i destinatari, tra cui anche le SGR, le SICAF e gli Intermediari Finanziari iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del TUB, sono tenuti ad adeguarsi alle Disposizioni (entro il 31 dicembre 2020) a partire dal prossimo 18 aprile, data in cui entreranno in vigore.

Abbiamo chiesto al Dott. Simone Pattani, Head of Compliance & AML di Castello SGR, un commento su queste novità per comprenderne meglio peculiarità e conseguenze.

Che tipo di impatto hanno questi continui adeguamenti normativi sull’operatività di una SGR?

Sicuramente alti per noi - e mi riferisco ad una SGR specialistica come Castello - che opera esclusivamente nella gestione di fondi immobiliari, con un numero limitato di clienti istituzionali. Non oso immaginare per le altre SGR, operanti nel settore mobiliare, che lavorano direttamente con i clienti o tramite banche collocatrici. Ormai, ogni 6 mesi, esce un aggiornamento normativo che richiede, in molti casi, interpretazioni, adeguamenti personalizzati di procedure operative con notevoli costi anche “consulenziali”, ma anche adeguamenti dei sistemi informatici, con conseguenti altri costi “strutturali”.

E sulla sua strategia commerciale?

Alla fine, i costi operativi, in un modo o nell’altro ricadono sempre sul cliente. Inoltre il cliente “virtuoso”, che opera nel totale rispetto delle regole, fa fatica a comprendere ed accettare tutta questa mole di informazioni (e di firme !) da dare al suo intermediario.

Il tema dell’antiriciclaggio subirà qualche tipo di variazione sostanziale alla luce della situazione economica legata al Covid-19?

Sia le Autorità di Vigilanza che i consulenti e professionisti presenti ai numerosi webinar ai quali ho recentemente partecipato indicano che, purtroppo, maggiore è la povertà e maggiori sono i rischi di comportamento fraudolento, mi auguro quindi che si debba usare maggior attenzione, ma che non si cambino ancora le regole.

Che tipo di competenze e tecnologie/strumenti diventano fondamentali per l’Intermediario nella gestione di una simile complessità?

Se ci riferiamo in particolare al famoso AUI, che non è mai piaciuto a nessuno e che sembrava dovesse sparire, ma che ora è ritornato “obbligatorio”, è fondamentale avere a propria disposizione un prodotto informatico flessibile, di costo proporzionato e che permetta di essere sempre aggiornati rispetto alle continue variazioni ed implementazioni richieste.

Qual è il senso (la logica) di queste disposizioni? Le trova efficaci? Potendo, modificherebbe qualcosa?

Il fatto di ritornare al vecchio AUI ha un senso, tutti lo avevano e ci avevano già investito e penso che nel frattempo nessuno lo abbia mai dismesso. Molte informazioni richieste sono forse inutili, e qui magari parlo un po’ per interesse, il mondo delle SGR dovrebbe avere obblighi meno stringenti rispetto ad altri Intermediari, più direttamente coinvolti nel rischio riciclaggio.