Rischio ESG e FinTech: i trend all’attenzione degli Intermediari

L’edizione 2019 del Salone del Risparmio è stata caratterizzata da un interesse altalenante – al punto che alcuni osservatori hanno bollato l’evento come “definitivamente esaurito” prima di andare ad ingozzarsi di aperitivi nei vari Fuori Salone.

In realtà, crediamo che, come in ogni edizione, ci siano stati spunti importanti sui quali fare una riflessione, senza per forza volerne distillare delle verità assolute.

Tra i trend ai quali probabilmente va dedicato un pensiero ci sono:

  • L’attenzione alle tematiche ESG;
  • La FinTech.

Rispetto al primo punto, è emerso come alcune Società del Risparmio Gestito abbiano approntato recentemente il Rischio ESG: una metodologia proprietaria che calcola il rischio derivante da fattori ambientali, sociali e di governance per poter quantificare l’impatto sulle performance dei titoli di un Fondo comune d’investimento.

Un’iniziativa interessante che ha un diretto impatto anche sul back office dell’Intermediario incaricato del controllo ex ante del Rischio ESG, attraverso considerazioni extra finanziarie.

Il secondo punto, quello legato alla trasformazione digitale, poi, sollecita sempre grande dibattito. La crescita del settore FinTech, formato da tutte quelle imprese che fanno dell’innovazione il loro punto di forza, è ormai un fenomeno globale.  Diverse società si stanno preparando all’utilizzo dei cosiddetti “RPA” (Robotic Process Automation), per sfruttare al massimo il potenziale del Piano “Industria 4.0”, ma anche per provare a posizionarsi nella mente di un investitore che guarda con sempre maggiore curiosità le soluzioni avanzate nel settore Finance.

Le Società di Gestione iniziano ad utilizzare i cosiddetti “robottini” per automatizzare diversi processi, soprattutto quelli approvativi nel settore di acquisti, pagamenti, ecc. La digital transformation ha fornito accesso ad una massa esponenziale di dati e si tratta di una straordinaria opportunità per chiunque sia in grado di reperirli, integrarli e interpretarli in tempo reale.

Il grande nodo resta quello della fiducia e della credibilità: un Intermediario poco digitalizzato al proprio interno (e, quindi, anche meno organizzato, veloce, in diretto contatto con informazioni predittive) potrà mai davvero riuscire a proporre un’offerta tecnologicamente avanzata all’altezza del proprio pubblico attuale e potenziale?

 

 

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