Gestione dell’Intermediario Ex art. 106 TUB: caratteristiche, criticità e soluzioni

Il Decreto Legislativo 13 agosto 2010 n. 141, attuativo alla direttiva comunitaria n. 48/2008, ha sottoposto a una complessiva revisione la disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario contenuta nel Titolo V TUB ed ha previsto l’istituzione di un albo unico degli intermediari finanziari, tenuto da Banca d’Italia, con il superamento della distinzione tra elenco generale Ex art. 106 TUB ed elenco speciale di cui all’art. 107 TUB presenti nell'elenco “generale” dell'art. 106 TUB.

Gli Intermediari Finanziari iscritti all’Albo Unico Ex art. 106 TUB sono ora autorizzati dalla Banca d'Italia all'esercizio di concessione di finanziamento (locazione finanziaria, acquisto di crediti, credito al consumo, ipotecario, su pegno, rilascio fideiussioni/garanzie) oltre che di riscossione dei crediti ceduti e servizi di cassa/pagamento (Servicing Cartolarizzazioni).

Sono, inoltre, comprese le funzioni tipiche degli Istituti di Pagamento (art.106 TUB, comma 2) come, appunto, prestare servizi di pagamento o di investimento, emettere moneta elettronica (IMEL 2) o proporre altre attività subordinate (gestione Immobili ad uso funzionale, servizi di informazione commerciale e consulenza, recupero crediti terzi e leasing operativo).

Alla base della riforma, c’è l’esigenza di un miglioramento delle attività degli Intermediari “non bancari” (che, però, di fatto, erogano servizi analoghi a quelli delle stesse banche) e di un’ottimizzazione nel sistema di controlli.

 

TIPICITA’ ED ASPETTI GESTIONALI

 

La particolarità gestionale degli Intermediari Finanziari Ex art. 106 TUB è rappresentata, quindi, dalla presenza contestuale di diversi Portafogli, con caratteristiche differenti in base al tipo di credito concesso o acquisito (Servicing).

Per ognuna delle attività relative ai singoli portafogli, infatti, vi sono complessità informative che coinvolgono vari livelli aziendali, sia da un punto di vista decisionale (analisi Cliente, verifica CR, istruttoria e delibera del credito con la tipologia di finanziamento richiesta) che meramente operativo (Piano Finanziario, gestione Incassi, gestione del bene i.e. leasing, fatturazione e riscossione, relazioni management ed annuali consuntive, ecc.)

La composizione di Portafogli multipli comporta il presidiare costantemente la situazione dei Portafogli semplici (stessa sottostante con tipologia di Credito definita i.e. Leasing Finanziario) e dei Portafogli complessi (diverse tipologie di Credito) mettendo il risk manager nell’urgenza di reperire, interpretare, organizzare e condividere in tempi rapidi grandi masse di dati disaggregati per dare riscontro alle operazioni di analisi, classificazione e controllo.

I dati servono, quindi, sia per fini statistici, con conseguente impatto sull’orientamento e sulla pianificazione delle azioni da svolgere per il controllo ispettivo e per garantire perfomance aziendale/qualità del credito (PL-NPL) sia per le comunicazioni trasmesse alle Autorità di Vigilanza (i.e. Less significant).

I presidi organizzativi degli Intermediari Finanziari, infatti, devono prevedere il rispetto della normativa e garantire procedure di controllo (su tre livelli) che minimizzino i rischi e prevengano l’eventuale coinvolgimento, inconsapevole, in fatti di riciclaggio, usura e finanziamento al terrorismo.

Da qui l’esigenza di governare con puntualità le Segnalazioni di Vigilanza, le comunicazioni alla Centrale dei Rischi, le analisi per autorizzare particolari operazioni, il Financial Reporting (Bilancio d’esercizio con le relative Tabelle di Nota Integrativa), le rilevazioni Usura.

È intuitivo che una simile laboriosità esiga la presenza di strutture e strumenti che consentano un perfetto allineamento gestionale e operativo tra middle e back office, oltre che informativo intra-organizzativo e verso l’esterno.

Eppure sono numerose le realtà che ancora ragionano in logica “settoriale” e utilizzano sistemi separati per contabilità, gestione, risk management, AML, usura, ecc, rendendo così inefficiente e con un alto numero di interventi manuali (enormi File Excel di difficile comprensione) l’identificazione, l’utilizzo e la trattazione dei dati e dilatano, così, a dismisura i tempi di esecuzione delle procedure, entrando in evidente conflitto con le disposizioni Banca d’Italia che può intervenire autonomamente con periodiche ispezioni dedicate proprio alla verifica dell’adeguatezza dei Servizi Informatici scelti dall’Intermediario.

La Piattaforma NAVSQUARE® 2020 è in grado di integrare tutte le informazioni di gestione ed accounting (civilistiche e fiscali) delle diverse componenti di Portafoglio e ne permette la raccolta in unico flusso informativo, automatizzato e personalizzabile, indispensabile al Middle/Back Office per garantire il corretto svolgimento degli adempimenti normativi, il governo dei prodotti finanziari, il bilancio e le relazioni annuali, le valutazioni del credito e tutti task amministrativi connessi, incluso il ciclo fatturazione-vendita, il cash monitoring giornaliero, le interfacce (Tassi, Cambi, Usura), gli adempimenti fiscali (Iva, Ritenute, CU, Esterometro, Lipe), le attività “sottostanti” (Reoco, Riscossione Crediti, SPV 130, Real Estate).