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FINTECH 2021: overview sugli strumenti gestionali

FINTECH 2021: overview sugli strumenti gestionali

Il 2020 è stato senza dubbio un anno che ha costretto l’economia a ridisegnare i propri equilibri e le proprie priorità in modo intenso. Il settore finanziario – ritenuto essenziale e, quindi, mai formalmente bloccato dalle autorità, nonostante le difficoltà della pandemia – ha affrontato e sta affrontando tutt’ora mutazioni importanti per adeguarsi ai nuovi scenari a tempo di record.

Se, da un lato, si è intensificata una trasformazione digitale specifica in ambito B2C (sportelli bancari che si smaterializzano e diventano app, chat bot che dialogano direttamente con gli investitori, ecc), dall’altro, è diventato ancora più chiaro come la tecnologia sia il miglior alleato per velocizzare e rendere più sicure tutte quelle attività amministrativo-gestionali non visibili al consumatore finale, ma cruciali per il governo dei player nel mondo della finanza: dalle banche depositarie agli Intermediari Finanziari.

Attualmente, nel panorama dei gestionali di settore è possibile distinguere:

- Lo strumento generalista standard: si tratta di un prodotto informatico che, pur presentando caratteristiche peculiari per soddisfare alcuni bisogni degli Intermediari (calcolo del Nav, antiriciclaggio, ecc) manca di flessibilità e di opportunità di personalizzazione (a meno che non si attendano mesi!), non consente l’interazione con data base di terze parti (per esempio, un CRM interno) e non è studiato per raccordare processi e procedure che taglino trasversalmente back office e front office (come nella gestione dei portafogli, ad esempio). Nascono prevalentemente per portare a termine singole funzioni in ambiti molto delimitati (solo Real Estate, solo mondo del leasing, solo segnalazioni, ecc) e, al mutare delle masse gestite, degli utenti da connettere, del modello di business dell’Intermediario diventano insufficienti e farraginosi e lo costringono a “tamponare” con altri software le lacune rilevate in progress.

Puntare su questo tipo di struttura può offrire la sensazione di non dover investire tempo in migrazioni complesse o formazione del proprio personale, prediligendo un approccio conservativo all’attività amministrativa (…”non abbiamo bisogno di altro”..) e non prendendo in considerazione l’inefficienza e l’inefficacia di un’eccessiva rigidità in contesti ad alto tasso di cambiamento e ampi margini di errore.

- Lo strumento di bassa gamma: ossia la versione semplificata e meno performante della categoria appena descritta. Come ogni settore, anche quello tecnologico presta il fianco ai surrogati, alle imitazioni e ai tentativi di dare riscontro a una clientela non particolarmente interessata alla qualità o alla sicurezza dei supporti (finché non impatta con gravi problemi) quanto piuttosto ad un apparente risparmio. Non occorrono sofisticate analisi per intuire i limiti di questi software, ma c’è senza dubbio un indicatore ricorrente: molti utilizzatori continuano a preferire lo svolgimento manuale di certe operazioni o si avvalgono di tradizionali fogli di calcolo, con tutte le complicanze e i disservizi del caso.

- Lo strumento integrato (come NAVSQUARE 2020®): parliamo di una Piattaforma operativa “intelligente”, pensata per processi e non singoli task, che, attraverso l’integrazione di moduli gestionali ed accounting genera un flusso informativo ricco e coerente funzionale a qualsiasi azione di governance sia interna che esterna (ad esempio, Financial Reporting, gestione portafogli, bilancio, risk management, adeguamenti normativi, gestione sottoscrittori, AML, Segnalazioni di Vigilanza Consob e Banca d’Italia, ecc).

Si tratta di un habitat digitale user friendly, disponibile anche in versione mobile (come un conto corrente online!) che semplifica e ottimizza le articolate necessità caratteristiche dei soggetti vigilati. Tale tecnologia è il frutto di competenze trasversali – informatiche, contabili, fiscali, normative ed organizzative – e di un continuo processo di innovazione e miglioramento che previene le obsolescenze e offre un accesso smart a enormi masse di dati, consentendo anche la generazione di reportistica evoluta e navigabile.

NAVSQUARE 2020® crea workflow operativi che rendono ordinata, rapida e sicura la gestione e l'amministrazione del mondo finanziario, facendo convergere e mettendo a sistema, in modo dinamico, procedure e funzionalità indispensabili per l’universo FIA ed ex art. 106 TUB.

 

 

 

Verifiche di Banca d’Italia in tempo di Covid-19: il ruolo dell’IT e delle funzioni di controllo

Verifiche di Banca d’Italia in tempo di Covid-19: il ruolo dell’IT e delle funzioni di controllo

Autore: Avv. Guido Pavan - Eddystone

La Banca d’Italia, al fine di appurare la stabilità patrimoniale e l’adeguatezza degli assetti organizzativi degli Intermediari Finanziari, ha il compito di effettuare un’attività di supervisione che si realizza attraverso verifiche cartolari o ispettive, presso le loro sedi. In tempo di emergenza sanitaria, la Banca d’Italia ha, ovviamente, rafforzato gli accertamenti off-site, intensificando le richieste di tipo cartolare.

Le principali aree di attenzione riguardano la dotazione patrimoniale e l’evoluzione reddituale, nonché l’ambito relativo alla gestione dei rischi, alla funzionalità del sistema informativo/IT e del sistema dei controlli interni.

Sempre maggiore enfasi, inoltre, viene attribuita alla capacità dell’Intermediario di:

  1. svolgere continuo monitoraggio della capienza dei mezzi propri (o patrimonio di vigilanza cd. PAV) rispetto ai coefficienti patrimoniali previsti dalla normativa della vigilanza prudenziale;
  2. sviluppare una pianificazione strategica che tenga conto dell’evoluzione del business rispetto a nuovi scenari, anche avversi (come quello pandemico, ad esempio).

Tali analisi si riflettono nell’invio, da un lato, delle Segnalazioni di Vigilanza e, dall’altro, di lettere di chiarimenti con allegati i prospetti contabili e i business plan aggiornati sulla base di ipotesi realistiche, probabili e plausibili.

Per garantire la correttezza e l’affidabilità delle informazioni, risulta essenziale che l’Intermediario disponga di personale amministrativo qualificato e di un’infrastruttura tecnologica evoluta studiata per integrare in modo fluido e coerente moduli gestionali ed accounting.

l’Intermediario si avvale dell’ausilio di un legale specializzato per redigere una documentazione che sia frutto tanto delle evidenze prodotte dal Sistema Informatico, quanto dai numerosi e puntuali controlli incrociati.

In questa delicata fase, infatti, vengono coinvolte tutte le funzioni, da quelle operative (business e staff) a quelle di controllo (Compliance, Antiriciclaggio, Risk Management, Internal Audit).

La funzione di Compliance verifica la conformità dei riferimenti normativi presenti, la funzione di Risk Management verifica i dati numerici, mentre la funzione di Internal Audit verifica l’adeguatezza dell’intero processo operativo adottato nella predisposizione del documento di risposta.

Quest’ultima funzione, in particolare, soprattutto quando esternalizzata, grazie ai requisiti di autonomia e indipendenza, può fornire un giudizio di maggiore valore poiché oggettivo, formulato con “terzietà”, scevro dai potenziali vizi di un coinvolgimento nel day-by-day della singola realtà organizzativa, migliorando, così, in modo tangibile la qualità del materiale prodotto.

In una gestione lungimirante, l’investimento in queste funzioni e in strumenti tecnologici specificamente studiati per il settore finanziario, non sono vissuti dall’Intermediario come dei meri costi, ma come asset indispensabili per essere sempre più competitivi e sicuri in un mercato che richiede grande visione d’insieme, ma anche grande accortezza.

Finanza e outsourcing amministrativo: conta sempre la tecnologia!

Finanza e outsourcing amministrativo: conta sempre la tecnologia!

Per gli Intermediari Finanziari la scelta di esternalizzare i servizi amministrativi può presentare luci ed ombre.

Accanto ai vantaggi facilmente intuibili (focalizzazione sulla gestione degli asset, ottimizzazione delle risorse impiegate nel back office, riduzione del rischio dovuto ad errori interni) possono fare capolino perplessità legate prevalentemente ai nuovi imperativi di business degli ultimi anni che pongono i Soggetti Vigilati nell’urgenza non solo di garantire adeguata sorveglianza (di crescente pressione e complessità), ma anche di velocizzare i processi decisionali basati su reportistica evoluta.

Se, da un lato, i CFO comprendono l’importanza di avvalersi di consulenza specializzata, dall’altro lato si chiedono:

1) quanto saranno dipendenti dall’outsourcer;

2) come faranno ad accedere rapidamente ai dati per poterli supervisionare/interpretare in logica di governance;

3) se potranno davvero ambire ad un servizio personalizzato e, soprattutto, scalabile.

Raramente chi opta per l’outsourcing si interroga sul tipo di strumento utilizzato dal fornitore (perché: "in fondo, non è un nostro problema, no?") e invece può trattarsi dell’elemento cruciale!

Quanto cambierebbe per l’Intermediario se potesse liberarsi dagli oneri della contabilità, dell’AML, delle segnalazioni di vigilanza e, contemporaneamente, riuscisse a monitorare in tempo reale qualsiasi flusso, processo o anagrafica, anche direttamente da uno smartphone?

Facile: cambierebbe moltissimo! Sia in termini di controllo che di autonomia.

E ancora: in fase di espansione, quanto sarebbe vantaggioso poter contare su un’unica soluzione coesa e coerente tra tecnologia e servizi professionali in grado di adattarsi senza limiti, evitando dolorose migrazioni o ricerca di nuovi provider?

Che si tratti di “boutique della finanza” (con attività di back office relativamente semplici) o di grandi gruppi di intermediazione (desiderosi di proposte fortemente customizzate), il trend è chiaro: la rivoluzione digitale è in atto e nessuno può più permettersi il lusso di rimanere indietro.

 

ARTIS è una società di servizi dedicata all’innovazione e trasformazione digitale degli Intermediari Finanziari. 

Segnalazioni Antiriciclaggio Aggregate: che cambia?

Segnalazioni Antiriciclaggio Aggregate: che cambia?

Con il Provvedimento del 25 agosto 2020, la Banca d’Italia ha emanato le nuove Disposizioni per l’invio dei Dati Aggregati.

Ai sensi dell’art. 9, i destinatari, tra cui le SGR e le SICAF, sono tenuti ad applicare le nuove Disposizioni partendo dalle segnalazioni riferite alle operazioni del mese di Gennaio 2021 (da inviare entro il 2 Aprile 2021).

 Le principali novità introdotte sono:

  1. l’inclusione delle Società di Investimento a Capitale Fisso (SICAF) tra i destinatari dell’adempimento;
  2. l’obbligo di trasmissione dei dati con riferimento alle operazioni pari o superiori a 5.000 euro;
  3. la conferma della periodicità mensile, con obbligo di trasmissione alle UIF entro il secondo giorno del terzo mese successivo a quello di riferimento;
  4. l’esclusione dall’obbligo di trasmissione alla UIF dei dati aggregati con riferimento alle operazioni poste in essere da:
  • destinatari indicati nell’articolo 2 delle Disposizioni per l’invio dei dati aggregati (ad esempio banche, Poste Italiane, IMEL. IP, SIM, SGR, SICAF, SICAV, imprese di assicurazione che operano nei rami di cui all’articolo 2, comma 1, CAP, etc) ad eccezione delle società fiduciarie, siano esse iscritte o meno all’Albo 106 del TUB;
  • Intermediari bancari e finanziari non destinatari delle presenti Disposizioni comunitari o con sede in un paese terzo caratterizzato da un basso rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, secondo i criteri indicati nell’allegato 1 alle disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela;
  • soggetti di cui all’articolo 3, comma 8, del decreto antiriciclaggio (ossia: le società di gestione accentrata di strumenti finanziari; le società di gestione dei mercati regolamentati di strumenti finanziari e i soggetti che gestiscono strutture per la negoziazione di strumenti finanziari e di fondi interbancari; le società di gestione dei servizi di liquidazione delle operazioni su strumenti finanziari e le società di gestione dei sistemi di compensazione e garanzia delle operazioni in strumenti finanziari);
  • la tesoreria provinciale dello Stato o la Banca d’Italia.

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Soggetti Vigilati e adeguata verifica: grazie a NAVSQUARE 2020® mai più errori!

Soggetti Vigilati e adeguata verifica: grazie a NAVSQUARE 2020® mai più errori!

L’adeguata verifica è una complessa procedura di indagine sulla clientela imposta da Banca D’Italia ad un vasto numero di soggetti tra cui banche, SIM, SGR, SICAV, SICAF, IMEL, IP, confidi, Intermediari e società fiduciarie iscritti nell’albo ex art. 106 TUB, Cassa Depositi e Prestiti.

Queste disposizioni – sempre più stringenti e articolate – sono finalizzate a contrastare il riciclaggio e il finanziamento al terrorismo.

Per i Soggetti Vigilati risultare inadempienti può costare cifre esorbitanti che arrivano a toccare il 10% del fatturato annuo ed è facilmente intuibile come il ruolo dei controlli interni e della messa a punto di un flusso d’analisi puntuale e automatizzato faccia davvero la differenza.

La funzionalità “Adeguata Verifica” integrata nella Piattaforma NAVSQUARE 2020® garantisce la massima coerenza con le ultime disposizioni di Banca D’Italia, contemplando i criteri generali della clientela previsti dalla normativa come, ad esempio, la natura giuridica, il comportamento tenuto al momento dell’instaurazione del rapporto, l’area geografica di residenza e sede, l’attività svolta in prevalenza, le informazioni relative al titolare effettivo, l’eventuale appartenenza del cliente e/o titolare effettivo nelle liste della Commissione Europea (che includono persone ed enti associati ad attività di finanziamento al terrorismo), le finalità della costituzione per le persone giuridiche.

La procedura è studiata per consentire una parametrizzazione di tutti gli attributi, il calcolo del profilo di rischio e un workflow approvativo che può coinvolgere anche più risorse, fino alla conferma finale del Responsabile.

Naturalmente, tutte queste informazioni sono opportunamente registrate e storicizzate con la data, l’ora e il nome dell’utente che ha eseguito l’operazione.

A questo grado di sicurezza è stato affiancato anche un altissimo livello di personalizzazione: la Piattaforma consente ad ogni tipologia di Intermediario la creazione del proprio iter approvativo e di controllo (aggiungendo filtri, campi, regole, ecc), strettamente connesso alle diverse peculiarità amministrativo/gestionali.

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Intermediari Finanziari e motore di workflow: solo una questione tecnologica?

Intermediari Finanziari e motore di workflow: solo una questione tecnologica?

È noto che sviluppare un’architettura digitale davvero funzionale implichi, oltre ad un grande sforzo tecnico e di visione, la capacità di ascoltare e capire la realtà operativa dell’utilizzatore finale.

Questo aspetto, apparentemente banale, è all’origine di molti fallimenti informatici: dietro la tecnologia c’è l’uomo e l’uomo può risultare ancora più rigido di un comando binario.

Mi capita spesso di confrontarmi con clienti e prospect che guardano con sospetto alla propria trasformazione digitale proprio perché intimoriti dall’idea di scoprire – dopo cospicui investimenti – che gli strumenti scelti per semplificarsi la vita, in realtà, la complicano.

La gestione di un Intermediario Finanziario dimostra da sempre un livello di complessità elevato e ogni soggetto coinvolto nei vari processi matura un punto di vista diverso che può dare origine a richieste anche contrapposte.

In un recente incontro di presentazione della nostra Piattaforma NAVSQUARE 2020®, il dibattito si è animato intorno all’utilità del motore di workflow integrato, ossia di una funzione che guida l’utente nello svolgimento di una serie di attività fino a raggiungere un risultato definito, prevenendo gli errori e le dimenticanze tipiche delle operazioni eseguite in modo disaggregato.

È indispensabile? Può risultare troppo vincolante e, addirittura, dannoso? Dipende dalla tipologia di Intermediario?

Il mio punto di vista:

  • No, non credo sia indispensabile in assoluto, ma credo che non offrirsi l’opportunità di mettere ordine nelle procedure, specialmente in momenti delicati - come quello della rendicontazione o dell’invio dei tracciati segnaletici - sia sempre più rischioso (le sanzioni sono dietro l’angolo!) e discrimini profondamente l’Intermediario strutturato e contemporaneo (pronto a crescere) da quello adagiato su antiche abitudini, schiavo di fornitori poco competenti, ma molto potenti…

 

  • Chi è del settore sa cosa significhi star dietro alle miriadi di adempimenti normativi e mansioni amministrative e comprende che, se il back office viene dotato di uno strumento vetusto, concepito senza l’ausilio di framework applicativi potenti e attuali, ci si può ritrovare bloccati proprio quando si ha più urgenza di portare a termine le operazioni in scadenza. Da qui l’importanza di puntare su una Piattaforma sviluppata appositamente per la catena di produzione degli Intermediari, che tenga conto non solo delle loro particolarità (prevedendo precisione, ma anche flessibilità), ma che si innovi costantemente al mutare delle necessità di mercato e di compliance, senza attendere le sollecitazioni degli operatori.

 

  • Ogni Intermediario ha le sue incombenze e vanno considerate anche le masse gestite/il turnover, il numero di utenti coinvolti, il livello dei controlli e il modello di business. In questo scenario, la parola chiave è AUTONOMIA. Autonomia nella personalizzazione delle funzionalità, autonomia nel reperimento dei dati (e nella creazione di reporting evoluti), autonomia legata alla scalabilità della tecnologia selezionata.

Usare o meno una funzione – come il motore di workflow – non è il punto. Il punto è scegliere quanto si desideri ridurre le criticità gestionali per dare spazio alle attività decisionali più pregiate. E i CFO lo sanno bene…..

 

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