Aggiornamenti e notizie utili

Segnalazioni Antiriciclaggio Aggregate: che cambia?

Segnalazioni Antiriciclaggio Aggregate: che cambia?

Con il Provvedimento del 25 agosto 2020, la Banca d’Italia ha emanato le nuove Disposizioni per l’invio dei Dati Aggregati.

Ai sensi dell’art. 9, i destinatari, tra cui le SGR e le SICAF, sono tenuti ad applicare le nuove Disposizioni partendo dalle segnalazioni riferite alle operazioni del mese di Gennaio 2021 (da inviare entro il 2 Aprile 2021).

 Le principali novità introdotte sono:

  1. l’inclusione delle Società di Investimento a Capitale Fisso (SICAF) tra i destinatari dell’adempimento;
  2. l’obbligo di trasmissione dei dati con riferimento alle operazioni pari o superiori a 5.000 euro;
  3. la conferma della periodicità mensile, con obbligo di trasmissione alle UIF entro il secondo giorno del terzo mese successivo a quello di riferimento;
  4. l’esclusione dall’obbligo di trasmissione alla UIF dei dati aggregati con riferimento alle operazioni poste in essere da:
  • destinatari indicati nell’articolo 2 delle Disposizioni per l’invio dei dati aggregati (ad esempio banche, Poste Italiane, IMEL. IP, SIM, SGR, SICAF, SICAV, imprese di assicurazione che operano nei rami di cui all’articolo 2, comma 1, CAP, etc) ad eccezione delle società fiduciarie, siano esse iscritte o meno all’Albo 106 del TUB;
  • Intermediari bancari e finanziari non destinatari delle presenti Disposizioni comunitari o con sede in un paese terzo caratterizzato da un basso rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, secondo i criteri indicati nell’allegato 1 alle disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela;
  • soggetti di cui all’articolo 3, comma 8, del decreto antiriciclaggio (ossia: le società di gestione accentrata di strumenti finanziari; le società di gestione dei mercati regolamentati di strumenti finanziari e i soggetti che gestiscono strutture per la negoziazione di strumenti finanziari e di fondi interbancari; le società di gestione dei servizi di liquidazione delle operazioni su strumenti finanziari e le società di gestione dei sistemi di compensazione e garanzia delle operazioni in strumenti finanziari);
  • la tesoreria provinciale dello Stato o la Banca d’Italia.

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Soggetti Vigilati e adeguata verifica: grazie a NAVSQUARE 2020® mai più errori!

Soggetti Vigilati e adeguata verifica: grazie a NAVSQUARE 2020® mai più errori!

L’adeguata verifica è una complessa procedura di indagine sulla clientela imposta da Banca D’Italia ad un vasto numero di soggetti tra cui banche, SIM, SGR, SICAV, SICAF, IMEL, IP, confidi, Intermediari e società fiduciarie iscritti nell’albo ex art. 106 TUB, Cassa Depositi e Prestiti.

Queste disposizioni – sempre più stringenti e articolate – sono finalizzate a contrastare il riciclaggio e il finanziamento al terrorismo.

Per i Soggetti Vigilati risultare inadempienti può costare cifre esorbitanti che arrivano a toccare il 10% del fatturato annuo ed è facilmente intuibile come il ruolo dei controlli interni e della messa a punto di un flusso d’analisi puntuale e automatizzato faccia davvero la differenza.

La funzionalità “Adeguata Verifica” integrata nella Piattaforma NAVSQUARE 2020® garantisce la massima coerenza con le ultime disposizioni di Banca D’Italia, contemplando i criteri generali della clientela previsti dalla normativa come, ad esempio, la natura giuridica, il comportamento tenuto al momento dell’instaurazione del rapporto, l’area geografica di residenza e sede, l’attività svolta in prevalenza, le informazioni relative al titolare effettivo, l’eventuale appartenenza del cliente e/o titolare effettivo nelle liste della Commissione Europea (che includono persone ed enti associati ad attività di finanziamento al terrorismo), le finalità della costituzione per le persone giuridiche.

La procedura è studiata per consentire una parametrizzazione di tutti gli attributi, il calcolo del profilo di rischio e un workflow approvativo che può coinvolgere anche più risorse, fino alla conferma finale del Responsabile.

Naturalmente, tutte queste informazioni sono opportunamente registrate e storicizzate con la data, l’ora e il nome dell’utente che ha eseguito l’operazione.

A questo grado di sicurezza è stato affiancato anche un altissimo livello di personalizzazione: la Piattaforma consente ad ogni tipologia di Intermediario la creazione del proprio iter approvativo e di controllo (aggiungendo filtri, campi, regole, ecc), strettamente connesso alle diverse peculiarità amministrativo/gestionali.

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Intermediari Finanziari e motore di workflow: solo una questione tecnologica?

Intermediari Finanziari e motore di workflow: solo una questione tecnologica?

È noto che sviluppare un’architettura digitale davvero funzionale implichi, oltre ad un grande sforzo tecnico e di visione, la capacità di ascoltare e capire la realtà operativa dell’utilizzatore finale.

Questo aspetto, apparentemente banale, è all’origine di molti fallimenti informatici: dietro la tecnologia c’è l’uomo e l’uomo può risultare ancora più rigido di un comando binario.

Mi capita spesso di confrontarmi con clienti e prospect che guardano con sospetto alla propria trasformazione digitale proprio perché intimoriti dall’idea di scoprire – dopo cospicui investimenti – che gli strumenti scelti per semplificarsi la vita, in realtà, la complicano.

La gestione di un Intermediario Finanziario dimostra da sempre un livello di complessità elevato e ogni soggetto coinvolto nei vari processi matura un punto di vista diverso che può dare origine a richieste anche contrapposte.

In un recente incontro di presentazione della nostra Piattaforma NAVSQUARE 2020®, il dibattito si è animato intorno all’utilità del motore di workflow integrato, ossia di una funzione che guida l’utente nello svolgimento di una serie di attività fino a raggiungere un risultato definito, prevenendo gli errori e le dimenticanze tipiche delle operazioni eseguite in modo disaggregato.

È indispensabile? Può risultare troppo vincolante e, addirittura, dannoso? Dipende dalla tipologia di Intermediario?

Il mio punto di vista:

  • No, non credo sia indispensabile in assoluto, ma credo che non offrirsi l’opportunità di mettere ordine nelle procedure, specialmente in momenti delicati - come quello della rendicontazione o dell’invio dei tracciati segnaletici - sia sempre più rischioso (le sanzioni sono dietro l’angolo!) e discrimini profondamente l’Intermediario strutturato e contemporaneo (pronto a crescere) da quello adagiato su antiche abitudini, schiavo di fornitori poco competenti, ma molto potenti…

 

  • Chi è del settore sa cosa significhi star dietro alle miriadi di adempimenti normativi e mansioni amministrative e comprende che, se il back office viene dotato di uno strumento vetusto, concepito senza l’ausilio di framework applicativi potenti e attuali, ci si può ritrovare bloccati proprio quando si ha più urgenza di portare a termine le operazioni in scadenza. Da qui l’importanza di puntare su una Piattaforma sviluppata appositamente per la catena di produzione degli Intermediari, che tenga conto non solo delle loro particolarità (prevedendo precisione, ma anche flessibilità), ma che si innovi costantemente al mutare delle necessità di mercato e di compliance, senza attendere le sollecitazioni degli operatori.

 

  • Ogni Intermediario ha le sue incombenze e vanno considerate anche le masse gestite/il turnover, il numero di utenti coinvolti, il livello dei controlli e il modello di business. In questo scenario, la parola chiave è AUTONOMIA. Autonomia nella personalizzazione delle funzionalità, autonomia nel reperimento dei dati (e nella creazione di reporting evoluti), autonomia legata alla scalabilità della tecnologia selezionata.

Usare o meno una funzione – come il motore di workflow – non è il punto. Il punto è scegliere quanto si desideri ridurre le criticità gestionali per dare spazio alle attività decisionali più pregiate. E i CFO lo sanno bene…..

 

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Gestione dell’Intermediario Ex art. 106 TUB: caratteristiche, criticità e soluzioni

Gestione dell’Intermediario Ex art. 106 TUB: caratteristiche, criticità e soluzioni

Il Decreto Legislativo 13 agosto 2010 n. 141, attuativo alla direttiva comunitaria n. 48/2008, ha sottoposto a una complessiva revisione la disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario contenuta nel Titolo V TUB ed ha previsto l’istituzione di un albo unico degli intermediari finanziari, tenuto da Banca d’Italia, con il superamento della distinzione tra elenco generale Ex art. 106 TUB ed elenco speciale di cui all’art. 107 TUB presenti nell'elenco “generale” dell'art. 106 TUB.

Gli Intermediari Finanziari iscritti all’Albo Unico Ex art. 106 TUB sono ora autorizzati dalla Banca d'Italia all'esercizio di concessione di finanziamento (locazione finanziaria, acquisto di crediti, credito al consumo, ipotecario, su pegno, rilascio fideiussioni/garanzie) oltre che di riscossione dei crediti ceduti e servizi di cassa/pagamento (Servicing Cartolarizzazioni).

Sono, inoltre, comprese le funzioni tipiche degli Istituti di Pagamento (art.106 TUB, comma 2) come, appunto, prestare servizi di pagamento o di investimento, emettere moneta elettronica (IMEL 2) o proporre altre attività subordinate (gestione Immobili ad uso funzionale, servizi di informazione commerciale e consulenza, recupero crediti terzi e leasing operativo).

Alla base della riforma, c’è l’esigenza di un miglioramento delle attività degli Intermediari “non bancari” (che, però, di fatto, erogano servizi analoghi a quelli delle stesse banche) e di un’ottimizzazione nel sistema di controlli.

 

TIPICITA’ ED ASPETTI GESTIONALI

 

La particolarità gestionale degli Intermediari Finanziari Ex art. 106 TUB è rappresentata, quindi, dalla presenza contestuale di diversi Portafogli, con caratteristiche differenti in base al tipo di credito concesso o acquisito (Servicing).

Per ognuna delle attività relative ai singoli portafogli, infatti, vi sono complessità informative che coinvolgono vari livelli aziendali, sia da un punto di vista decisionale (analisi Cliente, verifica CR, istruttoria e delibera del credito con la tipologia di finanziamento richiesta) che meramente operativo (Piano Finanziario, gestione Incassi, gestione del bene i.e. leasing, fatturazione e riscossione, relazioni management ed annuali consuntive, ecc.)

La composizione di Portafogli multipli comporta il presidiare costantemente la situazione dei Portafogli semplici (stessa sottostante con tipologia di Credito definita i.e. Leasing Finanziario) e dei Portafogli complessi (diverse tipologie di Credito) mettendo il risk manager nell’urgenza di reperire, interpretare, organizzare e condividere in tempi rapidi grandi masse di dati disaggregati per dare riscontro alle operazioni di analisi, classificazione e controllo.

I dati servono, quindi, sia per fini statistici, con conseguente impatto sull’orientamento e sulla pianificazione delle azioni da svolgere per il controllo ispettivo e per garantire perfomance aziendale/qualità del credito (PL-NPL) sia per le comunicazioni trasmesse alle Autorità di Vigilanza (i.e. Less significant).

I presidi organizzativi degli Intermediari Finanziari, infatti, devono prevedere il rispetto della normativa e garantire procedure di controllo (su tre livelli) che minimizzino i rischi e prevengano l’eventuale coinvolgimento, inconsapevole, in fatti di riciclaggio, usura e finanziamento al terrorismo.

Da qui l’esigenza di governare con puntualità le Segnalazioni di Vigilanza, le comunicazioni alla Centrale dei Rischi, le analisi per autorizzare particolari operazioni, il Financial Reporting (Bilancio d’esercizio con le relative Tabelle di Nota Integrativa), le rilevazioni Usura.

È intuitivo che una simile laboriosità esiga la presenza di strutture e strumenti che consentano un perfetto allineamento gestionale e operativo tra middle e back office, oltre che informativo intra-organizzativo e verso l’esterno.

Eppure sono numerose le realtà che ancora ragionano in logica “settoriale” e utilizzano sistemi separati per contabilità, gestione, risk management, AML, usura, ecc, rendendo così inefficiente e con un alto numero di interventi manuali (enormi File Excel di difficile comprensione) l’identificazione, l’utilizzo e la trattazione dei dati e dilatano, così, a dismisura i tempi di esecuzione delle procedure, entrando in evidente conflitto con le disposizioni Banca d’Italia che può intervenire autonomamente con periodiche ispezioni dedicate proprio alla verifica dell’adeguatezza dei Servizi Informatici scelti dall’Intermediario.

La Piattaforma NAVSQUARE® 2020 è in grado di integrare tutte le informazioni di gestione ed accounting (civilistiche e fiscali) delle diverse componenti di Portafoglio e ne permette la raccolta in unico flusso informativo, automatizzato e personalizzabile, indispensabile al Middle/Back Office per garantire il corretto svolgimento degli adempimenti normativi, il governo dei prodotti finanziari, il bilancio e le relazioni annuali, le valutazioni del credito e tutti task amministrativi connessi, incluso il ciclo fatturazione-vendita, il cash monitoring giornaliero, le interfacce (Tassi, Cambi, Usura), gli adempimenti fiscali (Iva, Ritenute, CU, Esterometro, Lipe), le attività “sottostanti” (Reoco, Riscossione Crediti, SPV 130, Real Estate).

NAVSQUARE® 2020: nuove funzioni, via lo stress digitale

NAVSQUARE® 2020: nuove funzioni, via lo stress digitale

Il rapido e forzoso processo di digitalizzazione delle aziende è uno degli effetti della pandemia.

Si è passati dall’assorbire lentamente e faticosamente la “digital disruption” al fronteggiare – a tutti i livelli - quello che viene definito “digital stress”: un consistente e improvviso carico di richieste cognitive ed emotive indispensabili per utilizzare strumenti e workflow cruciali per il prosieguo di un’operatività improvvisamente smaterializzata.

Lo stress digitale è generato dalla sensazione di non avere sufficienti risorse psicofisiche per dare riscontro alle sollecitazioni provenienti dall’esterno, specialmente se vanno ad innestarsi in contesti caotici o mutevoli.

Alla spiacevole sensazione di poca competenza tecnica (e di essere alla mercé di specialisti poco disponibili) si aggiungono resistenze al cambiamento e idiosincrasie, più o meno razionali, che fanno fatica a venir meno anche in presenza di adeguata formazione.

Inoltre, l’avere a che fare con un quantitativo crescente di dispositivi - software, piattaforme e applicazioni - costringe a spezzettare continuamente l’attenzione e la concentrazione, portando all’estremo la più problematica delle pratiche, già ampiamente bollata dalla psicologia sociale come dannosa per la salute e per la produttività: il multitasking.

Ecco, quindi, che realizzare uno strumento che elimini queste difficoltà - e lo stress ad essere correlato - diventa un atto di cura, un gesto di attenzione al benessere complessivo dell’utente.

Ed è seguendo questa direzione che è stata creata NAVSQUARE® 2020: l’ultima versione della Piattaforma completamente rinnovata nel look e nelle funzionalità.

NAVSQUARE® 2020 è studiata per facilitare, arricchire e perfezionare l’usability, garantendo un’esperienza intuitiva e piacevole che migliora la pianificazione del lavoro e riduce il rischio di inefficienze.

Tra le principali novità:

NUOVA INTERFACCIA WEB

Garantisce un accesso immediato e sicuro senza necessità di VPN o altri strumenti di connessione e, soprattutto, senza dover inserire nuove password.

NUOVO MOTORE DI WORKFLOW

Consente la digitalizzazione e il collegamento di tutti i processi aziendali, ottenendo, così, flussi di lavoro ordinati e tracciati. L’utente potrà abbandonare definitivamente supporti cartacei e operazioni manuali.

SMART NOTIFICATION   

E' uno strumento di controllo che evidenzia eventuali criticità su un processo in corso permettendone una rapida risoluzione. Niente fastidiosi e invasivi pop up: sarà l’utente a personalizzare l’aspetto e la posizione della segnalazione.

POWER BI INTEGRATA 

Realizza reportistica intuitiva, interattiva e navigabile da condividere su ogni dispositivo

EVOLUZIONE TASK UTENTE

Permette la creazione di attività da svolgere (task) per se stessi o per altri componenti di un team. Inoltre, rende possibile impostare scadenze e operazioni ricorsive connettendo pagine e report.

FUNZIONE “DOVE USATO”

È il potenziamento della funzione “ricerca integrata”: serve a semplificare i processi di riconciliazione e analisi nella contabilità.

FUNZIONE “ANTEPRIMA REGISTRAZIONE”

Ideale per esaminare le scritture prodotte dalla registrazione di un documento contabile prima di salvarlo definitivamente.

E c’è ancora molto da scoprire….

 

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Ultimi adeguamenti antiriciclaggio e l’impatto sugli Intermediari

Ultimi adeguamenti antiriciclaggio e l’impatto sugli Intermediari

La Banca d’Italia, con il Provvedimento del 24 marzo 2020, ha emanato le nuove “Disposizioni per la conservazione e la messa a disposizione dei documenti, dei dati e delle informazioni per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”.

Ai sensi dell’art. 11, i destinatari, tra cui anche le SGR, le SICAF e gli Intermediari Finanziari iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del TUB, sono tenuti ad adeguarsi alle Disposizioni (entro il 31 dicembre 2020) a partire dal prossimo 18 aprile, data in cui entreranno in vigore.

Abbiamo chiesto al Dott. Simone Pattani, Head of Compliance & AML di Castello SGR, un commento su queste novità per comprenderne meglio peculiarità e conseguenze.

Che tipo di impatto hanno questi continui adeguamenti normativi sull’operatività di una SGR?

Sicuramente alti per noi - e mi riferisco ad una SGR specialistica come Castello - che opera esclusivamente nella gestione di fondi immobiliari, con un numero limitato di clienti istituzionali. Non oso immaginare per le altre SGR, operanti nel settore mobiliare, che lavorano direttamente con i clienti o tramite banche collocatrici. Ormai, ogni 6 mesi, esce un aggiornamento normativo che richiede, in molti casi, interpretazioni, adeguamenti personalizzati di procedure operative con notevoli costi anche “consulenziali”, ma anche adeguamenti dei sistemi informatici, con conseguenti altri costi “strutturali”.

E sulla sua strategia commerciale?

Alla fine, i costi operativi, in un modo o nell’altro ricadono sempre sul cliente. Inoltre il cliente “virtuoso”, che opera nel totale rispetto delle regole, fa fatica a comprendere ed accettare tutta questa mole di informazioni (e di firme !) da dare al suo intermediario.

Il tema dell’antiriciclaggio subirà qualche tipo di variazione sostanziale alla luce della situazione economica legata al Covid-19?

Sia le Autorità di Vigilanza che i consulenti e professionisti presenti ai numerosi webinar ai quali ho recentemente partecipato indicano che, purtroppo, maggiore è la povertà e maggiori sono i rischi di comportamento fraudolento, mi auguro quindi che si debba usare maggior attenzione, ma che non si cambino ancora le regole.

Che tipo di competenze e tecnologie/strumenti diventano fondamentali per l’Intermediario nella gestione di una simile complessità?

Se ci riferiamo in particolare al famoso AUI, che non è mai piaciuto a nessuno e che sembrava dovesse sparire, ma che ora è ritornato “obbligatorio”, è fondamentale avere a propria disposizione un prodotto informatico flessibile, di costo proporzionato e che permetta di essere sempre aggiornati rispetto alle continue variazioni ed implementazioni richieste.

Qual è il senso (la logica) di queste disposizioni? Le trova efficaci? Potendo, modificherebbe qualcosa?

Il fatto di ritornare al vecchio AUI ha un senso, tutti lo avevano e ci avevano già investito e penso che nel frattempo nessuno lo abbia mai dismesso. Molte informazioni richieste sono forse inutili, e qui magari parlo un po’ per interesse, il mondo delle SGR dovrebbe avere obblighi meno stringenti rispetto ad altri Intermediari, più direttamente coinvolti nel rischio riciclaggio.

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